Giovedì, 09 Settembre 2010
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Itinerari Pellizziani


Una realizzazione del Comune di Monleale e dell'associazione "Pellizza da Volpedo onlus"
In collaborazione con la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, la Comunità Montana Valli Curone Grue Ossona, la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona

"…io non parlo mai d’Arte qui, tranne colla natura che mi circonda, ma con un muto linguaggio".
(da una lettera di Pellizza all’amico Vittore Grubicy de Dragon, 1894)


1. MONLEALE

Mattino d'ottobre a Monleale, carboncino e gesso su carta grigia,
103 x 134 cm, 15 ottobre 1905, collezione privata.
In alto a sinistra: "15 ottobre 1905 Mattino d'ottobre"
(A. Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano 1986, scheda n. 1253)


L'itinerario sui luoghi pellizziani, che ha visto una sua prima realizzazione nelle vie di Volpedo nel 2001 mediante la riproduzione di dieci opere poste nel luoghi in cui sono state dipinte, si arricchisce di un nuovo segmento riguardante le campagne circostanti il paese, che tanto spazio ebbero nella produzione dell'artista.

Pellizza conosceva il territorio in modo puntuale, come dimostra un passo di una lettera all'amico Aristide Arzano, incaricato nel 1905 di redigere una guida del Tortonese: "Passeggiate da cui si godono grandiosi panorami si possono fare al monte Poggio di Brinzone su quel di Volpedo, al Castello di Pozzolgroppo, a Monleale e al Monte Rosso, sopra il cascinale Cenelli, in territorio di Monleale. Da quest'ultima località in un giorno limpido, si ha lo spettacolo grandioso delle Alpi ... dalle Marittime alle Retiche".

Il nuovo itinerario si snoda proprio tra i sentieri e le vigne di Monleale, cogliendo scorci presenti sia nelle tele e nei disegni pellizziani, sia tra le sue fotografie.

Il percorso ha pertanto il pregio di valorizzare anche l'aspetto fotografico, che tanta importanza ebbe nell'attività del pittore, sia come raccolta d'immagini e suggestioni, sia come materiale preparatorio alle tele.

Le fotografie che riguardano Monleale costituiscono una sorta di piccolo carnet di viaggio, a testimonianza dell'affetto con cui il pittore guardava alla natura che circonda il paese natale.

Nell'archivio del pittore è stata trovata anche una mappa che illustra il percorso: si tratta di un particolare tratto da una cartina dell'Istituto Geografico Militare. Pellizza possedeva una copiosa raccolta di quelle mappe, uscite in prima edizione nella seconda meta del secolo XIX.
In particolare quelle riguardanti il territorio volpedese e monlealese erano state da lui fittamente annotate, e qualche traccia di ciò si coglie anche nel dettaglio qui riprodotto, ulteriore testimonianza di una frequentazione assidua e attenta.

L'itinerario si snoda a partire dalla vecchia stradina sterrata che sale verso Monleale alto, per poi seguire in salita il nastro d’asfalto al primo incrocio con la strada provinciale.


2. VEDUTE DI VOLPEDO E DI MONLEALE

Dipinto: Volpedo, olio su tavoletta,
dimensioni non note, 1891 circa, collocazione sconosciuta
(A. Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano 1986, scheda n. 627)
Fotografia: Veduta di Monleale, data sconosciuta
(Volpedo, Studio del pittore, inventario n. R0176266)


L’uso della fotografia ha un ruolo importante nella produzione pellizziana. Egli stesso probabilmente possedeva e utilizzava personalmente un apparecchio fotografico, ma anche si avvaleva della collaborazione di professionisti quali Bellagamba di Tortona, Castellani di Alessandria, Cicala di Voghera.

Alimentava così costantemente un repertorio di immagini e suggestioni cui a volte attingeva per la costruzione delle sue opere.

La veduta di Monleale qui riprodotta ha anche un valore di testimonianza storica, essendo una delle prime immagini in cui compare la strada nuova di Monleale, l’attuale via Pietra del Gallo.

La tavoletta con la veduta di Volpedo, purtroppo di collocazione sconosciuta, ci rimanda ai primi paesaggi pellizziani, precedenti l’adozione della tecnica divisionista.


3. VEDUTA DI MONLEALE

Veduta di Monleale, fotografia, data sconosciuta
(Volpedo, Studio del pittore, inventario n. R0176265)

 

 

Monleale con i suoi dintorni compare spesso nelle immagini dell’archivio di Pellizza, sia perché egli ne frequentava assiduamente i luoghi, sia perché la sagoma del paese alto sulla collina incombeva sulla sua abitazione.

Questo scorcio non è presente in alcun opera del pittore: può essere inteso come frammento di un album ideale dedicato alla esaltazione della natura e dei paesaggi nei dintorni volpedesi.

La veduta stereoscopica del paese accompagna questo tratto di salita lungo la vecchia strada sterrata; una volta guadagnato nuovamente l’asfalto, lo si seguirà per breve tratto, per poi seguire sulla sinistra, prima di entrare in paese, l’indicazione per "via Borghetto".


4. FONTANA BORGHETTO

Fontana Borghetto a Monleale, olio su tela,
58 x 74 cm, settembre 1904, collezione privata
(A. Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano 1986, scheda n. 1211)

 

La frequentazione monlealese di Pellizza è particolarmente assidua nel decennio che va dal 1893-94 al 1904, e cioè fino alla realizzazione di Pomeriggio d’aprile, tela ambientata nella parte alta del paese e contraddistinta da un albero a lungo rimasto nell’immaginario dei monlealesi quale "il mandorlo di Pellizza".

Fontana Borghetto, dipinto a lungo noto come "Capitello sul monte" dopo l’acquisizione da parte della collezione Marzotto avvenuta negli anni trenta del secolo scorso, introduce nel percorso il tema del sole nascente, perché il luogo si colloca in una sorta di balcone naturale rivolto a oriente.


5. ORATORIO DEL GONFALONE

Sul sagrato a Monleale, penna a inchiostro nero acquerellato in azzurro, 10,7 x 10 cm, 1 agosto 1893, Volpedo, Studio del pittore

In basso: "Monleale 1 agosto 1893 / Piazzetta dell’oratorio"
(A. Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano 1986, scheda n. 800/4)

La veduta dell’astro nascente dall’oratorio costituisce un ideale punto d’avvio per la progressiva messa a fuoco del più eminente di quei "soggetti eterni" che Pellizza intendeva celebrare con la sua opera. Alludiamo alla tela Il sole (1904), oggi conservata presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma.

Scrive Aurora Scotti: "L'episodio delle figure, pur importanti nel ribadire le linee compositive dello spazio del sagrato, sembrano riportare l'attenzione verso il sole sul fondo, legando ancora una volta strettamente uomo e natura. L'emozionata visione trasfigura forme, figure e significati".

Il disegno fa parte del "Taccuino numero 10", conservato presso lo Studio del pittore a Volpedo dopo la donazione da parte del Rotary Club di Tortona (2005).

La veduta centrale del sole nascente rappresenta una voluta forzatura dell’autore in relazione alla data di realizzazione dello schizzo: il 1° di agosto, infatti, l’astro sorge molto più a sinistra sulla linea dell’orizzonte.



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